BlackDandì

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Expo of the week 24 Luglio

Virtual Art GalleryPosted by dani Mon, July 24, 2017 07:37:31

Siamo nel 1917 e dalla collaborazione tra il pittore Picasso e il coreografo Massine viene creato il balletto “Parade” da un’idea di Jean Cocteau su musica di Satie. Il sipario dipinto da Picasso pone al centro acrobati, saltimbanchi, musicisti e pagliacci che preannunciano le scene del balletto che si svolgeva sotto un tendone da circo. Tra i costumi abbiamo un cavallo in stile cubista e una struttura cubista ideata per il Manager di Parigi.

Il balletto era stato commissionato da Sergej Diaghilev ideatore-impresario dei Ballets Russes, il quale diceva spesso a Cocteau: “SORPRENDIMI!” Questo fu lo slogan dell’epoca ed esprimeva bene il furore con cui gli artisti creavano un modo sempre nuovo di esprimere il proprio tempo.

Cocteau dice che “Parade” è nato con un colpo di bacchetta “è i libri sono scritti, la macchina fotografica sgobba, la penna disegna, l’attore recita. E’semplicissimo, un mago. E’ inutile che analizziamo il nostro lavoro. E’ stato montato senza sforzo”.
Parade introdusse Picasso a teatro e questo fu l’inizio del suo riconoscimento pubblico del suo lavoro. Sul programma di sala fu scritta una nota a cura del poeta, drammaturgo d’avanguardia G. Apollinaire:

“Parade è l’esprit nouveau” ed evidenziava che “il legame tra costume, scenografia e coreografia ha dato origine ad un certo surrealismo quale espressione dello spirito nuovo e trasformerà le arti in gioia universale”.
“Suoni, gesti, grida, rumori,musica,danza, acrobazia, poesia, pittura, cori azioni e multipli decori questo è ciò che Parade voleva essere” e Cocteau credeva che tutto questo fosse cubismo. Picasso infatti voleva creare dipinti inaccettabili per far arrabbiare la gente, per far rendere conto che vivevano in un mondo pazzo in cui il mondo non era come pensavano che fosse e diceva “Per me un quadro è una somma di distruzioni ossia opposizione , destrutturazione dell’arte del passato” cosa che è il filo rosso che attraversa tutte le avanguardie artistiche del ‘900 come lo sono i Ballets Russes e la danza libera di Isadora Duncan oppositiva e nemica del balletto classico.


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